4° FORUM BARILLA

Il Cibo: non solo nutrizione, anche fonte di inquinamento e malattie                    Il concorso di  idee: premiate le migliori proposte di giovani ricercatori sul tema Cibo e Sostenibilità. Franca Castellini – Mondohonline

– 1,5 miliardi di obesi o in sovrappeso, 868 milioni di persone denutrite, un rapporto 2:1 che sottolinea gli squilibri alimentari  nel mondo. – 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato: alimentare i ciclo dei rifiuti o nutrire gli affamati?

Da questi numeri impressionanti è partito nei giorni scorsi il 4° Forum internazionale su cibo e nutrizione organizzato dal Barilla Center for Food and Nutrition – BCFN,   presso l’Università Bocconi di Milano. I due giorni di incontri hanno offerto l’occasione di un aggiornamento sulle emergenze legate all’alimentazione, che a diverso titolo si registrano ormai in tutto il mondo. In particolare, l’accento è stato posto su alcuni interrogativi che sfiorano il paradosso: morire di fame o di obesità? I numeri raccontano che per ogni persona sottonutrita, due sono obese o soprappeso. Il secondo aspetto del problema è dato dagli sprechi alimentari, che nel mondo sono stati valutati in una ‘montagna’ di 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti e rappresentano 1/3 – un terzo! – della produzione mondiale annua di cibo: si tratta di quattro volte la quantità necessaria per nutrire quegli 868 milioni di persone affamate.

C’è infine un terzo paradosso: nutrire uomini e animali o alimentare le auto?  La concorrenza tra biocarburanti e cibo è in crescita costante,  con quantità sempre maggiori di terreni agricoli  coltivati a cereali: è stato calcolato che attualmente il 6%  dei cereali prodotti diventa biocarburante e salirà al 7,6% nel 2020, mentre la produzione destinata all’alimentazione umana, oggi al 47,4%,  nel 2020 scenderà al 45,6%.

Oggi, quanto viene consumato è molto più di quanto venga rigenerato ed è una situazione che richiede interventi urgenti e immediati: se oggi i nostri stili di vita richiederebbero le risorse di un pianeta e mezzo, nel 2050, per rispondere ai bisogni di una popolazione in crescita e alle esigenze dei paesi emergenti che tendono agli  standard occidentali, cui aggiungere la scarsità d’acqua e le conseguenze dei mutamenti climatici, sarebbero necessari tre pianeti.

Temi straordinariamente complessi e articolati, che il Forum BCFN ha affrontato  con il contributo autorevole di scienziati ed esperti italiani e internazionali. Le due giornate di incontri e di tavole rotonde hanno toccato i molti temi ed i differenti aspetti del vasto problema della nutrizione.

Nella prima giornata, si è parlato delle guerre per il cibo, e dei paradossi della globalizzazione, che condizionano l’accesso al cibo, fra cui : l’aumento dei prezzi delle materie prime alimentari, i cambiamenti climatici, i nuovi modi di produzione ed organizzazione della catena alimentare. Nel pomeriggio, è stato affrontato il problema dell’obesità, il paradosso dell’eccesso di cibo in un mondo malnutrito. Alla tavola rotonda introduttiva hanno partecipato fra gli altri  il prof. Umberto Veronesi  e la dott.ssa Paola Testori Coggi, Direttore generale per la Salute e Protezione dei Consumatori, Commissione Europea: entrambe hanno riconosciuto come l’obesità anche in Europa debba essere riconosciuta come un problema di sanità pubblica (+25% l’incidenza di costo sanitario, e + 0,6-0,9% di costi indiretti), sul quale intervenire con politiche di prevenzione e buone pratiche alimentari, campagne di educazione scolastica e di cultura, affiancate da interventi più immediati, come ad esempio una semplificazione delle etichette sugli alimenti che aiutino a migliorare i comportamenti alimentari e la scelta di uno stile alimentare più sobrio. Alla tavola rotonda hanno fatto seguito due workshop specifici su ‘Obesità infantile’ e ‘Diritto al cibo per tutti’.

Sull’obesità  infantile: nel mondo sono 155 milioni i bambini in età scolare con problemi di peso, di cui 30-45 milioni obesi, con conseguenze preoccupanti per la salute e lo sviluppo sociale di un’intera generazione. Sono state presentate alcune buone prassi  e i risultati ottenuti nei paesi industrializzati  e in quelli emergenti.  Nella sessione del Diritto al cibo si è parlato del ruolo dei prezzi delle materie prime alimentari e della volatilità dei prezzi lungo l’intera filiera alimentare, che impattano in modo significativo sulla possibilità di accesso al cibo da parte delle popolazioni più povere del mondo, che di conseguenza sono malnutrite quando non gravemente denutrite.

La seconda giornata ha visto interventi su due aspetti: la green economy e il modello della doppia piramide alimentare/ambientale. Per la green economy, si è evidenziato che i tradizionali metodi di gestione non sono più adeguati ad assicurare la sostenibilità dei trend di crescita futuri: per i paesi avanzati, l’evoluzione verso l’economia verde può offrire la soluzione, ma per quelli in via di sviluppo è necessario individuare filiere sostenibili per andare verso una maggiore sicurezza alimentare. La piramide alimentare intende proporre un modello di alimentazione  ‘buono per te, buono per il pianeta’, ossia come nutrirsi in modo salutare  ed allo stesso tempo acquistare coscienza di quanto le proprie scelte alimentari possono influire sull’ambiente: una rappresentazione grafica consente la valutazione immediata sia dei cibi  e delle quantità  che assicurano una corretta alimentazione sia dell’impatto che gli stessi cibi hanno sull’ambiente in termini di sfruttamento delle risorse necessarie per produrli. Un esempio: alla base della piramide alimentare ci sono frutta e verdura, che corrispondono al vertice della piramide rovesciata dell’impatto ambientale, molto basso per questo tipo di alimenti, situazione capovolta  per le carni rosse, il cui uso deve essere moderato in quanto la loro produzione ha un impatto forte sull’ambiente, in termini di uso rilevante delle risorse.

I lavori del pomeriggio sono stati aperti dalla tavola rotonda sulla riduzione dello spreco alimentare, considerata come un’opportunità da cogliere  per  trovare la strada a soluzioni che possano eliminare, o almeno ridurre drasticamente le conseguenze economiche e sociali che esso comporta. Si calcola che attualmente oltre il 30% degli alimenti destinati al consumo umano vengano gettati via lungo tutta la filiera: dalla distruzione delle eccedenze, all’eliminazione di prodotti sani ma non conformi a norme e regolamenti commerciali, dagli scarti industriali nella preparazione di cibi confezionati o cucinati, allo spreco di mense e alimenti per comunità, a portate avanzate nei ristoranti, ai cibi invenduti dei supermercati eliminati dagli scaffali per politiche di vendita ma ancora fruibili e perfettamente commestibili, per non parlare della gestione del consumo famigliare, che vede acquisti in eccesso rispetto alle esigenze di una corretta nutrizione, una conservazione non adeguata dei cibi freschi, con conseguente eliminazione nella spazzatura domestica di cibi perfettamente fruibili. Anche in questo caso l’informazione deve portare ad acquisire una coscienza del cibo, a mettere in relazione il produttore con il consumatore per dare un valore anche visivo all’alimento, a comprendere che un carrello della spesa ‘ragionato’ insegna anche a ridurre lo spreco, a capire che il rifiuto ha un costo doppio (paghi per acquistarlo, ripaghi per la sua eliminazione).

Fra le best practices menzionate sono stati citati gli italiani  Banco Alimentare e il Last Minute Market, che gestiscono grazie a reti estese di propri volontarila raccolta di cibi commestibili altrimenti destinati all’eliminazione e la successiva distribuzione ad enti ed associazioni benefiche per assicurare l’alimentazione di persone disagiate o in condizione di bisogno.

Infine, i giovani: BFNC Young Earth solution ha sollecitato proposte e idee  sul tema Cibo e Sostenibilità: come ridurre il nostro impatto ambientale garantendo salute e accesso al cibo per tutti.  Da tutte le proposte pervenute, le 10 migliori idee sono state presentate al pubblico e alla giuria di esperti che ha selezionato quella vincente. E’ risultata vincitrice la proposta di Federica Marra dal titolo ‘Manna F.O.R.– Manna From Our Roof. L’idea è quella di individuare un edificio in disuso per riconvertirlo dandogli valori ecologici, educativi, ludici ed economici. Il tetto ospita un orto/giardino, nel piano sottostante ci sono coltivazioni a parete, colture idroponiche e serre, il piano sotto è strutturato con spazi per il trattamento e la cottura e preparazione di cibi, che vengono consumati nel piano sottostante, cui si affianca uno spazio educativo per lezioni, eventi informativi, biblioteca ed altre attività di comunità, per arrivare infine al piano terreno, con un negozio che vende e offre i cibi davvero prodotti a chilometro zero. Un progetto che ha anche una forte valenza sociale, in quanto coinvolge attivamente la comunità urbana spesso lontana da campagna e natura in una nuova ecologia del cibo: mangiare il cibo coltivato, preparato e cucinato dai cittadini stessi, e al tempo stesso imparare a gestire in modo appropriato la fonte autonoma della propria energia, dell’acqua e dei rifiuti, infine educare ad un comportamento ecologico (ed economico) responsabile anche in un contesto urbano.

Tutti gli interventi al 4° Forum BCFN, così come le schede dei 10 progetti dei giovani ricercatori (molti visi italiani, sorridenti ed aperti, che fanno ricerca in tutto il mondo), sono disponibile sul sito www.barillacfn.com.

Franca Castellini- Milano – Mondohonline

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Informazioni su Daniela Mainardi

medico vivo e lavoro a Milano
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