Bobath , logopedia e computer

Come risorgere dal coma e girare il mondo. Di Paolo Tolasi.

movement bobatI progressi che ho ottenuto nel cammino li devo perlopiù alla terapia Bobath che ho potuto fare presso l’istituto Don Gnocchi di Parma diretto dalla professoressa Anna Mazzucchi. Il centro di riabilitazione che mi aveva ospitato subito dopo l’incidente , mi aveva sottoposto a una terapia tradizionale. Era una riabilitazione fondamentalmente passiva e le fisioterapiste si sforzavano di muovermi gli arti che facevo fatica a comandare. Il Bobath mi ha insegnato invece a muoverli in autonomia e il terapista non si è più sostituto a me. Anche l’esercizio dello o standing è differente, per riacquisire la posizione eretta in un caso c’era l’apparecchio che mi teneva fermo in piedi per ore e ore, con il Bobath è il mio corpo che deve stare vs dritto il più godibile senza ausili. In questo modo tutti i muscoli ridiventano capaci di affrontare la gravità. La fatica è tanta ma non ci sono forzature dolorose.

Ritrovare il cammino mi ha aiutato anche a recuperare le altre funzioni che erano state indebolite dalla lesione frontale  che mi ha  procurato l’incidente di macchina che nel 2007, quando avevo diciannove anni,  ho avuto con altri tre amici.

Ne siamo usciti vivi solo in due ed io mi sono ritrovato in coma per tre mesi.  All’inizio del risveglio , oltre a non riuscire a muovermi in autonomia , avevo anche  molte difficoltà nel parlare  e nel ricordare .

La riabilitazione è stata lunga e continua ancora oggi da casa. Credo che la dovrò fare sempre, non è facile anche perché , a parte la fatica , adesso devo sostenere interamente il costo come privato.

Abbinando il Bobath alla logoterapia, sono però riuscito a riprendere i miei studi e mi sono diplomato ragioniere programmatore.

Per recuperare il linguaggio mi è stato di aiuto  un software edito dalla Erickson. E’ ilProtocollo logopedico De Filippis ‘ , un CD-ROM per il trattamento dei disturbi del linguaggio e dell’apprendimento scolastico, afasia e deficit neurologici. E’ uno strumento utile che ha un costo abbordabile ( 78.50 euro). A me è servito soprattutto nelle fasi iniziali della riabilitazione linguistica . Contiene esercizi che adesso giudico molto semplici ma che mi sono piaciuti  anche perché  mi hanno permesso di riprendere il contatto col computer . Accanto a questo supporto informatico per il recupero del linguaggio ho utilizzato anche un programma per la riabilitazione cognitiva : “Training di riabilitazione cognitiva “Si tratta di Un  CD-ROM con esercizi di memoria, abilità di pensiero e funzioni esecutive studiati per chi ha subito una lesione cerebrale come la mia. Anche in questo caso mi è stato utile fare i ‘giochini’ del programma soprattutto per riprendere a far funzionare la memoria che era arrivata al punto di impedirmi di riconoscere le persone e ricordare  quello che avevo appena fatto.

All’inizio mi affaticavo molto facilmente  e riuscivo a reggere lo sforzo dell’incontro con las logopedista solo per poche decine di minuti . Avevo bisogno di dormire molto per recuperare le energie e permettere alla mente di ricominciare a funzionare normalmente. Poi la mente si è ripresa e ho incomiciato a fare  gli esercizi in famiglia e anche da solo . Sono riuscito a usare questi programmi anche con una ragazza che ho incontrato nel centro di riabilitazione di Parma. E’ stato un modo simpatico  per stringere una nuova amicizia che continua ancora oggi. Ci si riabilita anche in questo modo e gli amici sono fondamentali. I miei vecchi amici mi hanno subito aiutato e mi stanno ancora aiutando moltissimo. In fondo sono loro  i miei logopedisti quotidiani. Oggi riesco di nuovo e a divertirmi con loro e ho ripreso a navigare in internet col computer che è sempre stato la mia passione .

A cinque anni dall’incidente riesco a camminare anche senza l’ausilio di un  bastone. A dire il vero, lo uso ancora quando devo fare un tragitto impegnativo.

L’ho usato anche a capodanno per salire e scendere le scale della metropolitana di Londra. Il bastone  e la carrozzina sono per gli inglesi dei segnali che fanno scattare la solidarietà e l’aiuto molto più che da noi. Mi ha sorpreso il livello di attenzione che questa città dedica alle barriere architettoniche e la disponibilità dei londinesi nei confronti di chi ha una difficoltà motoria come la mia. Quando mi incrociavano , riuscivano a rallentare la loro corsa anche sulle corsie più veloci degli affollatissimi  tapis roulant della metropolitana . Mi è sembrato di essere in un’altro mondo .

Paolo Tolasi

per il corso di logopediahttp://www.erickson.it/Multimedia/Pagine/Scheda-CDROM.aspx?ItemId=37731

Per il corso di  riabilitazione cognitiva: http://www.erickson.it/Multimedia/Pagine/Scheda-Minikit.aspx?ItemId=38176

Per saperne di più sul Bobath in Inghilterra , consultare i siti: http://www.bobath.org.uk/ e http://www.bbta.org.uk/

Per professoressa Anna Mazzucchi : http://www.eliasneuroriabilitazione.org/html/anna_mazzucchi.html

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Informazioni su Daniela Mainardi

medico vivo e lavoro a Milano
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3 risposte a Bobath , logopedia e computer

  1. laura ha detto:

    Gli altri paesi sono + maturi di noi in tutto. (la Sala Blu delle ferrovie NON HA in genere un gabinetto, tanto meno accessibile)

    E’ bello sentire che ci sono le strade per conquistare qualcosa.
    Il cervello trova sempre nuove strade, qualcosa si strappa sempre: il fatto è che noi umani spesso siamo troppo pigri per chiedergli di fare quel che potrebbe 🙂
    Complimenti!

  2. Paolo Tolasi ha detto:

    Grazie mille del tuo reply… hem… “commento”

  3. anna mazzucchi ha detto:

    Caro Paolo, oggi ho letto questo scritto preso, credo, dal tuo blog. Me lo sono trovato cliccando il mio nome per la verifica periodica degli aggiornamenti. Ti faccio i miei complimenti per la qualità del tuo scritto. Molti tuoi coetanei “non-incidentati” dimostrano meno competenza di te nella lingua italiana. E sei anche un buon esempio da proporre a tanti altri “incidentali” per la tua forza di volontà, per la tua determinazione, e perchè hai due genitori che hanno condiviso con te ogni passo. Un abbraccio profAM

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