Rifiuti urbani in Paraguay

Una preziosa fonte di reddito per i ‘carriteros’ di Asuncion  – di Francesco Anichini asuncion Asunción, capitale del Paraguay, e i comuni dell’area metropolitana (8 comuni che concentrano quasi 2 milioni di abitanti) producono 1.400 tonnellata di rifiuti giornalieri, dei quali solamente il 20% è materiale riciclabile; di queste 280 tonnellate di rifiuti riciclabili al momento è possibile recuperare e destinare al sistema di riciclaggio solamente 70 tonnellate giornaliere.

Analizzando la composizione dei rifiuti urbani si stima che il 70% corrisponde a materia organica (su cui non esiste alcun tipo di riciclaggio), il 10% a plastica, 7% alla carta e cartone, 3% in vetro e un 2% in metallo e latta. In termini di costo, è considerato molto più economico mantenere il sistema di riciclaggio nell’economia informale che organizzare una logistica di contenitori e camion sotto il controllo formale del Comune, che per volontà politica (prebendarismo dei partiti) e limitate risorse finanziarie non prende in considerazione il problema della raccolta differenziata.

Il sistema di raccolta dei rifiuti formale è gestito dal Comune, mentre lo smaltimento è dato in appalto ad una impresa privata – EMPO, che gestisce la discarica municipale.

In parallelo alla raccolta formale esiste un sistema di raccolta non formale, che gestisce la raccolta differenziata di cartone, latta e bottiglie/contenitori di plastica e un sistema di raccolta di rifiuti ingombranti (potature, detriti da costruzione) coperto per ambedue i settori (il Comune e il settore non formale). Non esiste un sistema di riciclaggio della carta e del ferro, che viene riciclato solamente nei taller meccanici, nelle industrie e in relazioni commerciali con l’unica impresa di fusione del ferro dell’area metropolitana.

È importante premettere che non esiste un sistema di raccolta dei rifiuti nello stile italiano, con punti di concentrazione (cassonetti) distribuiti nei quartieri e strade della città; ogni casa possiede o meno un cassonetto di metallo capace di raccogliere i rifiuti prodotti dalla casa. Anche il sistema di raccolta formale è programmato di forma giornaliera o settimanale a seconda dei quartieri, per cui i rifiuti si conservano in casa fino al giorno in cui passano i camion con gli operatori del Comune.

La raccolta dei rifiuti riciclabili è controllata esclusivamente dal settore non formale e si struttura logisticamente in 3 nuclei: il nucleo territoriale, il nucleo della grande distribuzione e il nucleo del centro di smaltimento.

Il nucleo territoriale è caratterizzato dai “carriteros”, ossia persone della fascia di estrema povertà della zona urbana e periurbana che monitorano le strade della città, visitando casa per casa alla ricerca dei rifiuti. È una attività capillare gestita a livello famigliare (la donna con i figli adolescenti) o da coppie di anziani che di questo vivono giornalmente.

Il nucleo della grande distribuzione è rappresentato da un gruppo di riciclatori, specializzati nelle 3 aree di riciclaggio, e che al chiudere l’attività dei supermercati o di piccole e mediane imprese si dedicano a separare i rifiuti riciclabili dal volume totale prodotto. Lavorano in gruppo informale, ognuno con i suoi compiti e tipo di rifiuto assegnato; la separazione dei rifiuti viene fatta per strada in prossimità del supermercato e caricati in un camion che li trasporterà al deposito dell’industria specifica.

Il nucleo del centro di smaltimento è costituito dalle persone che svolgono l’attività di riciclaggio nella discarica municipale; si tratta di vere e proprie comunità di riciclatori che vivono e lavorano nella discarica. È impiegata nell’attività economica tutta la famiglia, a partire dai bambini fino agli anziani; lavorano in pessime condizioni rivoltando i rifiuti ammassati nella discarica alla ricerca dei riciclabili.

Alla fine della giornata tutti venderanno a peso i rifiuti raccolti all’intermediario commerciale che gestisce le relazioni tra l’impresa di riciclaggio e il sistema di raccolta. Alcuni, più organizzati, riescono a portare direttamente i rifiuti nel deposito dell’impresa, con piccoli camion o con la versione paraguaya della vecchia Apecar italiana.

Esiste una sola esperienza, risultato di un progetto di una ONG, di riciclatori informali organizzati e strutturati nella loro attività economica; è la Asociación de Recicladores de Residuos PROCICOOP, un gruppo di riciclatori che si articola in rete con alcune imprese di riciclaggio e gestisce la raccolta differenziata nel comune di Luque (uno dei comuni dell’area metropolitana) e stabilisce accordi commerciali formali con le differenti imprese, compromettendosi nella consegna di volumi di rifiuti giornalieri.

Francesco Anichini – Asuncion

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