In barca a vela

La mia prima volta in barca a vela. – Vincenzo Russo

foto5Stavolta è andata. Sono arrivato ancora prima del previsto. Ci siamo  guardati a lungo, senza una parola e neppure pensieri. Solo emozione. Poi, mi hanno issato e adagiato sottocoperta mentre il mare mi salutava come da bambino. La prima volta in barca a vela. Un brivido lungo quattro giorni che mi ha strizzato il cuore, l’anima e la mente.

Mi sono imbarcato su l’Oloferne. Una goletta ancora intatta nonostante i suoi circa 70 anni di mare, lunga – mi pare – 23 metri con due begli alberi che pareva m’invogliassero ad arrampicarmi come un pirata. Oloferne mi aspettava ormeggiata a Fezzano, nel golfo della Spezia, pronta a salpare per Livorno. La ciurma che ho conosciuto era gente di mare molto più di me. Alberto il malinconico, Antonio il gigante buono, Giulia la tuttofare, Lorenza l’ufficiale in seconda e Marco suo marito il comandante del veliero. Ma poi ancora altri della flotta, Pigi e Amedeo, Francesca e Luisafrancesca. E poi ancora Letizia e Camilla e Alessio. E senz’altro altri ancora di cui mi sfugge il nome. Tutti lì per il mare e con il mare. La stessa passione e il medesimo amore.

Perché ero lì con quella gente? Era un’occasione straordinaria. Un anniversario. Si festeggiava il decennale di una associazione che del mare ha fatto amore ancor prima che passione. Si chiama “Unione Italiana Vela Solidale” e raccoglie 31 associazioni che fanno del mare e della vela il loro modo di contrasto al disagio fisico, mentale e sociale. Io ero imbarcato, appunto, sulla barca di una delle 31 associazioni: la Nave di Carta, anno di nascita 1998. Cinque anni dopo fondava insieme ad altre tre associazioni l’Unione Italiana Vela Solidale che quest’anno , appunto festeggia i dieci anni, Se fate un salto nei loro siti potete rendervi conto meglio di che si tratta. E magari a qualcuno viene voglia di farci un pensierino.

Una volta a bordo mi son reso conto che avrei potuto far ben poco. Anzi, senza troppi giri di parola, proprio niente. E per di più qualcuno, o meglio tutti quanti, doveva provvedere pure a me. Su e giù dalla coperta, spostarmi da un posto all’altro. Andare in bagno o scendere e salire dalla barca. Insomma vista la situazione mi son reso conto che sarei stato mio malgrado un po’ un “peso”. E allora mi son detto che potevo contraccambiare da una parte non “rompendo” trofotoppo con le richieste e dall’altro dando il mio contributo nell’ascolto. Altro per uno in carrozzina su un veliero è decisamente difficile immaginare. Credo che, tutto sommato, sia andata più che bene.

Hanno anche chiesto un mio intervento nel convegno previsto per tirare le somme dei primi dieci anni e disegnare le rotte future. Dagli applausi ricevuti devo aver detto cose interessanti sulla barca come mezzo d’integrazione della disabilità. E poi mi hanno pure intervistato delle radio e tv. Insomma pur non facendo un tubo mi son trovato sulla scena come protagonista. A me però piaceva, soprattutto, quando, per caso, ci si trovava intorno al tavolo alla sera sul tardi a parlare. Anche perché io ero l’unico “diverso” e loro tutti normali (?).

Era un momento tenero e bellissimo. Mentre il mare sembrava cullare le parole e i pensieri che venivano fuori perché riposassero la fatica di renderli vita di ogni giorno. E per tutti. Ho conosciuto gente tosta. Gente che nelle secche della vita non si recinta dal mondo ma dispiega la sua vela anche in mezzo alla tempesta. Gente di cui spesso il mondo non si accorge però te la ritrovi ogni volta che da qualche parte giunge un SOS. Gente che sa di mare. Di quel mare che di ogni rotta sa far poesia.

Vincenzo Russo

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Informazioni su Daniela Mainardi

medico vivo e lavoro a Milano
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4 risposte a In barca a vela

  1. laurA ha detto:

    Ma che bellissimo articolo ! ! ! !
    la Vela è una delle esperienze + belle della vita, il vento, il mare, l’infinito, puro feng shui (Feng shui significa vento e acqua appunto – che bello, mi è venuto in mente scrivendo!! :-).

    Ti senti vivere al ritmo della natura, in risonanza.
    Sono contentissima di sentire che queste occasioni vengono offerte anche a chi non può far da sè.
    Spero anche io di tornare nel vento presto!

  2. charlie ha detto:

    Chi scrive fa davvero sentire il profumo del mare! E’ proprio vero che ‘le differenze’ contano, ti fanno vedere le cose in un modo diverso, si ritorna all’essenziale.

  3. Roberta ha detto:

    Da quel che leggo è stata un’esperienza immensa ed emozionante! Io non ho mai provato tutto questo, su una barca non ci sono mai salita. La tua testimonianza così vera e concreta mi ha emozionato… SEGUIRO’ IL TUO CONSIGLIO!

  4. Aldo ha detto:

    Ciao, sono Aldo, complimenti per lo splendido articolo. Io finalmente salirò su di una barca questa estate. Un amico sta ristrutturando la sua, grazie ai vari siti per la vendita di articoli nautici come questo http://www.steeringwheelshop.com/vendita-articoli-nautica.php è riuscito a rimetterla quasi in piedi. Non vedo l’ora di salirci. Ciao, Aldo.

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