Spirulina

 Fonte di  alimenti e risorse o utopia per il futuro prossimo dell’umanità? -Aurelio Viglia

spirulinaCorrevano  gli anni settanta dello scorso secolo e già in Italia e nel mondo c’era qualcuno che aveva buttato lo sguardo sulle potenzialità che la Spirulina potesse avere come biomassa polivalente per uso alimentare e non alimentare, in grado di soddisfare le esigenze di una umanità in costante e rapida crescita. Infatti, l’interesse verso la coltura massiva della Spirulina era dettato da ragioni pratiche non trascurabili: negli ultimi venti anni, a fronte di un raddoppio della popolazione mondiale, la produzione di alimenti era cresciuta soltanto del 40%.

Ricordo che fra i primi ad occuparsene figurano il Dr. Fabrizio De Poli, ricercatore per Montedison presso l’Istituto di Microbiologia Agraria di Firenze, come responsabile del progetto “Biomasse Algali”, e l’autore del presente articolo, allora responsabile del progetto “Biomasse” presso Assoreni (Associazione per la Ricerca fra le società del Gruppo ENI), polo di Roma. Il De Poli arrivò alla messa a punto e alla gestione di un reattore da 500 mq, mentre in Assoreni perseguivamo sia la via del reattore che quella della coltura a “cielo aperto” in vasche progettate allo scopo. Ricordo ancora che nei primi anni ’80 mi recai in Unione Sovietica, e precisamente in Turkmenistan, per colloqui scientifici con gli esperti di quel Paese che sperimentava la coltura della Spirulina in reattori tubulari di vetro, utilizzando di giorno la luce solare e di notte la luce artificiale ottenuta con energia elettrica prodotta ed accumulata durante le ore diurne con pannelli fotovoltaici.

Vale la pena di ricordare che la scelta del vetro, e non della plastica trasparente, fu dettata ai ricercatori sovietici dal fatto che il vetro in quel grande Paese e in quel periodo  aveva un costo bassissimo, più basso dello stesso acciaio. Tuttavia, i problemi gestionali delle due soluzioni, reattore tubolare o vasche a “cielo aperto”, permangono a tutt’oggi perché ognuna delle due presenta problematiche non indifferenti e ancora insolute, in particolare quando si parla di produrre le alghe in quantità  industriali da avviare alla catena alimentare o a quella energetica.

Con ciò desidero soltanto sottolineare che quando da qualche parte si sentono fare affermazioni roboanti del tipo “Spirulina cibo antico per l’umanità del terzo millennio”, è necessario tirare il freno e riflettere sul fatto di quanto sia poi determinante una valutazione di costi/benefici e quindi possa essere economicamente perseguibile una cultura massiva di Spirulina che conduca poi a cibi o basi alimentari ed integrative sicuri, con caratteristiche costanti e assumibili per periodi di tempo lunghi, senza provocare alcun danno alla salute.

Fatte queste doverose precisazioni, passiamo a parlare sinteticamente dell’ALGA SPIRULINA, della sua composizione chimico-biologica e delle sue principali caratteristiche nutrizionali .

L’ Habitat

Presente nelle acque alcaline e calme del lago Texcoco in Messico (la S.maxima era già nota e coltivata dagli Aztechi più di 500 anni fa) e del lago Ciad nell’Africa centrale (S.platensis), l’alga Spirulina viene diffusamente utilizzata per scopi medicinali ed alimentari. Presso la popolazione Kanembu del Ciad e Nigeria viene raccolta dal lago Kossorom (Ciad), filtrata ed essiccata (dihè) per essere variamente utilizzata in forme culinarie tra cui la souce, una sorta di brodo vegetale molto nutriente frammisto a carne o pesce o miglio o fagioli.

Composizione e proprietà: il tallo essiccato della Spirulina contiene queste sostanze fitonutritive:

  • proteine ad alto valore biologico (65%),
  • carboidrati (fra cui il ramnosio che favorisce il metabolismo del glucosio), fibra;
  • vitamine idrosolubili (B1, B2, B3, B6, B9, B12, biotina, ac. pantotenico, inositolo) e vitamine liposolubili (A, D, alfa-tocoferolo, K);
  • amminoacidi essenziali e non essenziali;
  • acidi grassi essenziali (ac.linolenico ed alfa-linolenico), ac. gamma-linolenico (GLA);
  • sali minerali (Ca, K, P, Na, Mg, S, Cl, Fe, Zn, Mn, Cu, Co, Ni, Mo, Cr);
  • pigmenti quali clorofille, ficocianine, caroteni e xantofille (mixoxantofilla, zeaxantina, criptoxantina, echinenone).

Ecco perché la Spirulina viene considerata un elemento importante nelle diete come integratore nutrizionale, con proprietà antianemiche, tonificanti e in generale ricostituenti, mentre in medicina se ne sfrutta le proprietà  detossicanti, antiossidanti, antiradicaliche. e  antivirali nonché immunostimolanti, ipolipemiche ed epatoprotettive, anti infiammatorie, vasodilatatrici e anticoagulanti.

Osservando in modo più specifico l’aspetto nutrizionale, la Spirulina risulta utile nelle diete ipocaloriche per l’elevato apporto nutritivo associato al basso contributo calorico (390 Cal per 100 g di prodotto secco). Contribuisce pertanto a colmare il depauperamento nutritivo tipico delle diete dimagranti o squilibrate. La presenza dell’aminoacido essenziale fenilalanina (3%) in grado di agire sul centro nervoso dell’appetito riducendo gli stimoli della fame, facilita il controllo comportamentale nelle diete ipocaloriche determinando una sensazione di sazietà. Risulta preziosa la presenza di vit.B12.

La Spirulina risulta particolarmente utile nella supplementazione fitonutrizionale di coloro che fanno lavori ad alta intensità energivora, garantendo lo specifico apporto di vitamine ergogeniche, minerali favorenti il metabolismo energetico, amminoacidi a catena ramificata, amminoacidi essenziali e non, proteine ad alto Valore Biologico per la presenza in aminoacidi essenziali, sostanze antiossidanti, oltre a carnitina e creatina, fondamentali per i processi energetici.

La ricchezza nei principi nutritivi giustifica le proprietà tonificanti e ricostituenti della Spirulina: la presenza del ferro (in forma biochelata facilmente biodisponibile) e degli aminoacidi essenziali facilita la sintesi dell’emoglobina e quindi dei globuli rossi prevenendo o riducendo forme anemiche.

Nei casi di stress psico-fisico, l’organismo richiede un sovrautilizzo di nutrienti antiossidanti dotati di proprietà radical scavenger (letteralmente: cattura dei radicali). Nella Spirulina risulta particolarmente utile l’elevata presenza di ficocianine per le quali è documentata in vivo ed in vitro un’attività protettiva antiossidante contro i radicali perossili. Le proprietà antiossidanti della Spirulina sono inoltre attribuibili alla clorofillina derivato della clorofilla, alla ficocianobilina, ai caroteni, alle xantofille, alle vitamine A ed E, ed altri.

La Spirulina esercita inoltre proprietà immunologiche ed antivirali. L’acido cis-linoleico (LA) e l’acido gamma-linolenico (GLA) attivano la produzione di prostaglandine della serie 1 (PGE1) dalle proprietà proimmunitarie, antinfiammatorie, vasodilatatrici ed antiaggreganti piastriniche. La presenza dei beta-glucani nella Spirulina potrebbe favorire la stimolazione del sistema immunitario con potenziamento delle difese organiche per incremento dei linfociti e dei macrofagi. Effetti immunostimolanti sono attribuiti inoltre alle ficocianine.

Studi su animali hanno documentato una corrispondenza tra assunzioni alimentari di Spirulina platensis ed innalzamento dell’attività dei fagociti macrofagi e della produzione di ossido nitrico (NO), ipotizzando quindi un potenziale ruolo immunoprotettivo. L’NO agisce come un messaggero fisiologico intracellulare in grado di stimolare l’attività fagocitaria della cellula. Somministrazioni di estratti acquosi di S.platensis nell’uomo attivano nel 50% dei soggetti il sistema immunitario attraverso un aumento della produzione di interferone gamma e dell’attività citolitica delle cellule Natural Killer (NK).

In sintesi, la Spirulina ha molte “qualità” e certamente in campo medico le vengono riconosciute. Ma da qui a considerarla una risorsa fondamentale come cibo del futuro il passo è lungo e, come detto, un suo eventuale utilizzo a livello industriale ha bisogno di un’attenta valutazione degli aspetti economico-produttivi, nonché dei problemi di coltivazione delle alghe, che una produzione industriale richiederebbe. Certamente è una risorsa naturale che, come altre, è possibile includere in una strategia più organica e complessa nel delineare quelle strategie nutrizionali che l’incremento delle popolazioni richiederà nel medio-lungo termine.

Aurelio Viglia

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9 risposte a Spirulina

  1. laurA ha detto:

    Interessante.
    Dal consumo di insetti alle alghe, la questione di carenza di cibo nel futuro va presa un cosiderazione.
    Un timore che mi viene è che si deteminino diffusione incontrollata e conseguenti squilibri biologici, come è successo con insetti (punteruolo rosso) piante, alghe (vongole di Goro) e predatori (scoiattoli americani).

    Ma sono ambiti da esplorare sicuramente….in momenti di stallo degli investimenti sulla ricerca ! sigh!

    • Aurelio Viglia ha detto:

      <La spirulina è presente da millenni in due areali molto distanti l'uno dall'altro e, sebbene largamente usata e manipolata dall'uomo, mai ha provocato fenomeni di infestazioni in altri specchi d'acqua presenti negli stessi areali.

      Ciò non significa che una coltivazione massiva o una eventuale modifica dell'alga per aumentarne le rese non possa dar luogo a infestazioni difficilmente controllabili

      Tutto questo è però facilmente evitabile se ,come dovrebbe essere, venissero adottate opportune misure di controllo e , prima di iniziare con una produzione massiva e su scala industriale. Tanti guasti correttamente lamentati dalla lettrice si sono verificati perché quanto prima affermato non è stato applicato e le leggi in materia di continui controlli e monitoraggi egregiamente scavalcate.

      Anche in questo caso vale il principio universale che “prevenire è meglio che curare”.

  2. Aurelio Viglia ha detto:

    Gentile laurA,
    scrivo nuovamente la mia risposta perchè mi sono accorto che una frase importante era saltata dal contesto.
    <La spirulina è presente da millenni in due areali moltodistanti l'uno dall'altro e, sebbene largamente usata e manipolata dall'uomo, mai ha provocato fenomeni di infestazioni di altri specchi d'acqua presenti negli stessi areali.

    Ciò non significa che una coltivazione massiva o una eventuale modifica dell'alga per aumentarne le rese non possa dar luogo a infestazioni difficilmente controllabili

    Tutto questo è però facilmente evitabile se ,come dovrebbe essere, venissero adottate opportune misure di controllo e , prima di iniziare con una produzione massiva e su scala industriale. Tanti guasti correttamente lamentati dalla lettrice ssono verificati perché quanto prima affermato non è stato applicato e le leggi in materia di continui controlli e monitoraggi egregiamente scavalcate.

    Anche in questo caso vale il principio universale che ” prevenire è meglio che curare”.
    Aurelio Viglia

    • laurA ha detto:

      Grazie. sono certa che si possa sperimentare prima di attivare ampie produzioni, e poi a quel punto, speriamo il mondo sappia vigilare meglio sui potenziali disastri che riesce a creare 🙂

  3. Aurelio Viglia ha detto:

    Grazie per la costante attenzione riservata all’argomento. Sono d’accordo sul fatto che è necessario vigilare,anzi l’ho premesso quando ho parlato del che è omnicomprensivo di tutte le vigilanze possibili. Ma questa vigilanza ci sarà realmente consentita da chi detiene il Potere? Me lo auguro vivamente.

  4. Aurelio Viglia ha detto:

    Non capisco perché in fase di invio le le frasi vengano mozzate: …..quando ho parlato del che è …….

  5. Aurelio Viglia ha detto:

    PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

  6. Angelo ha detto:

    Ciao Andrea… stavo pensando di avviare un impianto di coltivazione e volevo chiederti se sarebbe consentito con Vasche all’aperto e se comunque un eventuale rischio di contaminazione può essere in qualche modo prevenuto anche con le competenze di un biologo esperto addetto alla qualità e al controllo

    • Au ha detto:

      Risponderò puntualmente al quesito di Angelo ma prima desidero fare una premessa.In quale areale Angelo vuol far partire la coltivazione perché se lo fa anche con scopi commerciali dovrebbe considerare che la val padana in autunno inverno non presenta le condizioni climatiche più adatte alla spirulina. In ogni caso la coltivazione va praticata a cielo aperto perché tutti i tentativi fatti per ottimizzare la produzione ricorrendo a reattori tubulari trasparenti hanno mostrato come i costi di produzione diventano elevatissimi e quindi gli economics del processo saltano tutti. E’ certo che la presenza di un biologo può facilitare gli aspetti produttivi conoscendo meglio le prassi della coltivazione ed adottando dei protocolli stringenti di produzione. La contaminazione è più probabile nelle fasi di avviamento della coltivazione perché una volta a regime il miglior antidoto alle contaminazioni è rappresentato dall’elevata concentrazione di spirulina che esercita essa stessa una funzione di controllo sugli eventuali agenti infestanti. In
      ogni caso,buon lavoro!

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