Lotta agli Sprechi

La strategia dell’Unione Europea contro lo spreco alimentare-di Salvatore Caronna (*)

Immagine caronna Lo spreco alimentare ha assunto una dimensione tale da essere considerato un problema di scala mondiale che si riflette lungo tutti gli anelli della catena agroalimentare, dal campo alla tavola dei consumatori. Secondo alcuni dati elaborati dal 1974 ad oggi, si stima che lo spreco di cibo nel mondo sia aumentato del 50%.  Gli sprechi avvengono nei campi agricoli, nelle industrie di trasformazione, nelle imprese di distribuzione, nelle case dei consumatori; si spreca nei paesi industrializzati e nei paesi in via di sviluppo. Uno sperpero di cibo che genera una filiera parallela a quella produttiva e che dà luogo ad una lunga serie di esternalità negative.

La questione dello spreco alimentare si contrappone al fondamentale problema dell’approvvigionamento alimentare, seriamente compromesso da una serie di fattori, tra cui le limitate risorse naturali in rapporto al numero crescente della popolazione mondiale e lo scarso accesso al cibo da parte delle fasce più povere della popolazione.

Ecco perché il Parlamento Europeo, prima istituzione politica ad accuparsi di questo tema in Europa, ha approvato nel gennaio 2012 una risoluzione, di cui è stato relatore Salvatore Caronna, nella quale si chiede alla Commissione di proporre una strategia e una serie di misure per dimezzare lo spreco di alimenti entro il 2025.

Un recente studio commissionato dalla FAO mette in luce dati piuttosto allarmanti, in particolar modo per quel che riguarda il mondo industrializzato: europei e nordamericani sprecano a testa all’incirca tra i 95 e i 115 kg di cibo all’anno, contro i 6/11 kg dell’Africa sub-sahariana, per un totale mondiale di 1,3 miliardi di tonnellate annue (circa un terzo del cibo prodotto).

Questi dati mettono in luce come la quantità di cibo prodotto oggigiorno possa essere in realtà ancora riutilizzato per scopi alimentari invece che essere smaltito come un qualsiasi altro rifiuto, con notevoli impatti dal punto di vista ambientale ed economico e con risvolti etici.

La produzione del cibo in surplus che non consumiamo comporta un costo in termini ambientali elevato, dall’utilizzo di energia e di risorse naturali (acqua in primis), nonché di emissioni di gas nell’atmosfera; si stima infatti che le circa 89 milioni di tonnellate di cibo gettato in Europa producano 170 milioni di tonnellate di equivalente CO2 all’anno.

Le cause degli sprechi non sono sempre le stesse: cambiano a seconda dei diversi livelli della catena agroalimentare, del tipo di prodotto e anche dal luogo in cui avviene lo spreco. Suddividendo la catena in cinque settori (produzione agricola, gestione e stoccaggio, trattamento, distribuzione e consumo), si nota come diversi comportamenti in ognuno di essi portino allo scarto di cibo perfettamente commestibile: dalle perdite nella raccolta e nello stoccaggio, al trasporto in condizioni poco sicure, agli errori nell’imballaggio, fino alle cattive abitudini dei consumatori finali nell’acquisto e nell’utilizzo dei prodotti alimentari.

Ecco perché la lotta allo spreco alimentare deve diventare una priorità all’interno dell’agenda politica europea; alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri si chiedono strategie e misure concrete finalizzate a dimezzare lo spreco alimentare lungo tutta la catena di approvvigionamento entro il 2025, a migliorare l’efficienza della filiera nonché a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ancora per molti aspetti ignorato.

È necessario che i cittadini siano informati non solo sulle cause e conseguenze dello spreco, ma anche sulle modalità per ridurlo; occorre promuovere una cultura scientifica e civile orientata ai principi della sostenibilità e solidarietà al fine di incoraggiare i comportamenti più virtuosi.

L’esperienza dimostra che iniziative spontanee di associazioni, sia di volontariato sia di professionisti, volte a pubblicizzare e concretizzare una cultura anti-spreco, hanno avuto ampio successo nei territori dove sono state svolte. Ora la speranza è che l’attenzione su questi problemi continui a restare alta grazie all’Unione Europea e alle tante realtà che di questo si sono occupate da anni, perché vincere questa sfida è un fatto collettivo e politico di rilevanza primaria.

Salvatore Caronna

(*) Europarlamentare, Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale

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Informazioni su Daniela Mainardi

medico vivo e lavoro a Milano
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Una risposta a Lotta agli Sprechi

  1. laura ha detto:

    Il lavoro di raccolta del cibo ancora commestibile per toglierlo al macero è solo una soluzione temporanea: evidentemente il cibo costa ancora troppo poco e nello stesso tempo viene comprato a prezzi bassissimi alla fonte strozzando i piccoli produttori, portando al dominio della grande distribuzione, con i rischi di eliminazione che vediamo nei supermercati…..

    La filiera corta e controllata nei suoi ricarichi, ad ogni passaggio, potrebbe essere importante e un’ Istutuzione Europea è nella posizione di occuparsene.
    Aspettiamo fiduciosi ! 🙂

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