Paradigmi in trasformazione

Immagine moraceCome valorizzare le genialità nutrizionali dei territori –  di Francesco Morace (*)
La crisi non ha provocato un crescente isolamento dei soggetti sociali e dei consumatori – come molti avevano previsto – ma al contrario ha attivato un progressivo avvicinamento tra le persone, ridefinendo le regole stesse della prossimità. È la prossimità che rafforza i valori emergenti e che segna i paradigmi del futuro, modificando in profondità la rilevanza e la percezione dei processi agricoli, nutritivi e alimentari. È attraverso la prossimità che si rafforzano e si legittimano l’autenticità, la verità dei processi, la sostenibilità: la prossimità permette cioè di toccare con mano i benefici e le applicazioni di questi valori.
Emerge in questo modo la qualità reale dell’alimentare, prima ancora che dei prodotti. Qualità del nutrirsi significa ritornare a dare valore alle pratiche, ai processi, al gusto, alle cose ben fatte: al talento del territorio.

L’attuale modello dell’ “usa e getta” è diventato insostenibile, si è alla ricerca di esperienze eccellenti e non di prodotti di consumo, tanto più nel campo dell’alimentazione: l’orientamento emergente è verso l’etica del prodotto, del prezzo e della qualità che riportano alla sapienza del saper fare. La prossimità sta assumendo varie forme a partire dai GAS -Gruppi di acquisto solidale, nei quali persone si auto-organizzano per acquistare direttamente frutta ortaggi o altri prodotti dagli agricoltori, realizzando di fatto la filiera corta, oppure l’auto-produzione (confetture, pane), mentre in altre realtà sono fioriti i farmers markets. Ne emergono i valori di sostenibilità, centralità dell’umano e dei diritti individuali che diventano ‘virtù del territorio’.

Risultano evidenti le sintonie tra il mondo alimentare emergente e i paradigmi del futuro: sostenibilità, unicità, condivisione e qualità del territorio.
La cultura della prossimità e della qualità concreta del gusto costituiscono la piattaforma creativa e progettuale per una nuova visione complessiva della vita, per l’affermazione di una logica innovativa che dal localismo si apre al mondo, misurandosi con le sfide globali.

Questi stessi paradigmi si stanno affermando non solo nelle economie più avanzate del mondo occidentale ma a tutte latitudini: dall’India, all’Africa e al Brasile.
La cultura commerciale e alimentare nei primi due paesi, dove la componente rurale è ancora molto elevata, è paradossalmente più in linea con il nuovo paradigma di ‘trust & sharing’ rispetto alle classiche logiche dell’economia liberista Sono Paesi da sempre abituati ai valori della prossimità e alla condivisione, mentre i mercati dei paesi più avanzati vivono come irreversibile la crisi del ciclo di crescita fondato su privatizzazione e status.
Il Brasile ha invece messo a punto un modello sociale di crescita economica collegato ad una capacità relazionale spontanea e ad una forte rilevanza del territorio: il Carnevale ne è un esempio significativo, migliaia di gruppi si auto-organizzano per creare un evento unico; lo stesso vale per la progressiva pacificazione degli abitanti delle favelas, che avviene secondo le regole dell’economia civile e dell’innovazione sociale, dove la prossimità ne è l’asse essenziale.
Altra dimensione evolutiva sono i makers americani, che si basano sulla filosofia che sovverte le filiere della produzione industriale per sposare l’economia a km zero, e vede nella prossimità reale e virtuale le condizioni di crescita e sviluppo.

In Italia i valori di innovazione dovranno basarsi su quelle che sono le nostre caratteristiche riconosciute a livello globale: bellezza del paesaggio, autenticità dei processi, vocazione (come nell’eno-gastronomia), talenti che si trasformano in competenze associate ai prodotti alimentari. Questo concetto diventerà una chiave universale per individuare nuovi parametri di qualità. L’incontro progressivo tra prodotti e servizi di settori diversi avverrà all’insegna di questa alleanza tra etica ed estetica, nell’area sempre più apprezzata della prossimità.

In questo scenario rigenerato acquisiranno importanza, nel mercato globale: una concezione rinnovata dei beni comuni, una dimensione di economia ibrida in cui gratuità e valore commerciale convivranno, semplificazine della vita con sempre maggiore prossimità e vicinanza, ritorno all’essenza delle cose e qualità autentica libera dalle complicazionio dei consumi e degli eccessi.

Sulle base della propria attività di ricerca, Future Concept Lab ha individuato quatro direzioni che plasmeranno la società e l’alimentazione del futuro, spesso partendo dal talento del territorio:
• Trust & sharing: lealtà e condivisione, convergenza fra consumatore e azienda, catena del valore che si trasforma in catena della fiducia, condivisione di sensazioni e impressioni, felicità dalla comune esperienza di prodotti e servizi
• Quick & Deep: prodotti e servizi semplici ed efficaci, capacità di soddisfare esigenze in modo preciso, diretto e rapido, rispondere a richieste di clienti sempre più informati ma con minor disponibilità di tempo, che desiderano disporre del prodotto con facilità e tempestività, senza limiti di tempo
• Crucial & sustainable: volontà e bisogno di nuova etica della sostenibilità, restituzione del giusto peso alle risorse e ai valori che contano, promozione di comportamenti e stili di pensiero a contrasto degli impatti negativi sull’ecosistema, cambiamento nella presa di coscienza collettiva verso l’ambiente
• Unique & Universal: abbandono dell’antinomia fra locale e globale, riconoscimento del valore di prodotti unici e locali, riconoscimento della distintività della loro origine e dei loro processi, utilizzo della rete per nuove logiche distributive e comunicative che diano ai prodotti locali maggiori opportunità di affermazione.

Si tratta di direzioni di cambiamento desinate ad affermarsi in piena sintonia con il salto di paradigma che sta coinvolgendo tutte le società contemporanee.

conclusione paradigma

Francesco Morace

(*) Sociologo, Future Concept Lab

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Informazioni su Daniela Mainardi

medico vivo e lavoro a Milano
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