Sei mondi in cerca d’autore

Immagine rinolfiL’Atlante della Nutrizione Mondohonline 2013  – di Carlo Alberto Rinolfi (*)
La caccia agli handicap sociali avviata da Mondohonline è arrivata a un altro punto di svolta. Gli handicap della denutrizione, malnutrizione e sovranutrizione sono stati misurati e mappati sull’intero planisfero svelando l’esistenza di ben sei mondi da nutrire. La grande sfida dell’Expo di “Nutrire il mondo” si declina e si vince al plurale. Gli handicap della nutrizione si manifestano in forme differenti e per Mondohonline si collegano a processi che partono dalle risorse dell’ambiente coltivato per giungere ai rifiuti organici, dopo aver attraversato tutte le fasi della filiera alimentare. Processi strutturali , niente affatto eguali e fortemente connotati dalle culture locali, dai livelli di sviluppo e dai geoambienti coltivati e naturali.

Il gruppo di esperti Mondohonline coordinato dal professor Luciano Segre , aveva già individuato i circuiti squilibrati che sono alla base degli handicap della nutrizione in una hybris aggressiva nei confronti della natura; una tecnologia talmente potente da apparire illimitata; uno sviluppo demografico crescente e sempre più legato ai consumi urbani.
Si era poi capito che gli handicap in questione sono sempre più in relazione con uno sviluppo demografico di tipo urbano e che la scorretta gestione dei metabolismi cittadini produce esternalità che poi sono scaricate sui cittadini e sull’ambiente a discapito di biodiversità, resilienza, qualità di vita e di sicurezza alimentare.
Non erano ancora del tutto chiare le forme nelle quali questi formidabili motori della storia si esprimono nei singoli Paesi sotto lo stimolo dei mercati  a seconda dei differenti stadi di sviluppo. La visione semplificata di un mondo unico inibiva le possibilità di trovare soluzioni concrete. La straziante immagine del bimbo in stato d’emergenza, abbandonato e denutrito non era del resto in grado di dar conto delle cause strutturali del fenomeno.

La scelta è stata quella di staccarsi dall’emergenza e affrontre il mito della complessità partendo dallo studio scientifico delle differenze. Una scelta coerente con la filosofia dell’Associazione che è nata proprio dalla convinzione che nelle “diversità“ si nascondano  tesori e soluzioni dell’umanità.
Per studiare le diversità di 157 Paesi del pianeta si è dovuto costruire un corposo data base e ricorrere a un sistema di analisi statistica a più fattori. L’elaborazione statistica è stata svolta da Alessandro Quercia e si è avvalsa di un software sofisticato. Si è così chiarita l’esistenza di sei mondi della nutrizione molto diversi tra di loro e molto omogenei al loro interno. Sono mondi definiti in base a molteplici variabili economiche e sociali incrociate con i principali  indicatori dei comportamenti alimentari e dei livelli di biodiversità.

In questo modo è nato “’L’Atlante della Nutrizione Mondohonline 2013” che raggruppa  tutte le nazioni in cluster o macroaree e le colloca lungo i seguenti assi fattoriali :
mappa

Un asse orizzontale o dello SVILUPPO che misura il livello di sviluppo economico, urbanistico sociale e sanitario ed è caratterizzato nell’estremo a sinistra dal polo della massima disuguaglianza (misurato dallo IALE, Inequality-Adjusted-Life-Expectancy, e indice di mortalità infantile), mentre all’estremo opposto si trova il polo a più elevato livello di sviluppo umano (ISU Indice di Sviluppo Umano e HALE, Health-Adjusted-Life-Expectancy) ma anche il livello d’inquinamento (Co2) e il consumo procapite di risorse alimentari e ambientali.
Un asse verticale o della BIODIVERSITA’ che rappresenta i livelli di biodiversità calcolata in termini generali/ambientali, alimentare e agrocolturale, nel cui polo superiore si concentrano i Paesi con valori massimi corrispondenti anche con la maggior disponibilità di risorse idriche mentre in quello inferiore si ritrovano i Paesi con i valori minimi.
Su questa mappa il calcolatore ha collocato i  sei mondi della nutrizione:

atlante nutrizione

Mondo n°1: Insicurezza alimentare e bisogni di sovranità ”: sorgo, manioca, mais ”. Lo incontriamo sull’estremo sinistro a più alta diseguaglianza dell’asse orizzontale. Dispone di un livello intermedio di biodiversità ed è formato da trentasette Paesi essenzialmente presenti nel continente centroafricano (con alcune eccezioni come Haiti) per un totale di circa un miliardo di persone. E’ il cluster con il più basso reddito procapite e i più elevati livelli di mortalità infantile che si accompagnano in misura molto superiore alla media al consumo di sorgo per usi umani, abbinato a quello di manioca, mais e olio di palma. E’ un insieme formato da Stati con palesi difficoltà ad affermare la sovranità sui loro territori nei quali spesso si nascondono ricchezze oggetto d’interessi e pressioni extranazionali. I livelli di urbanizzazione sono ancora relativamente bassi e, in molti casi, lo stato di guerra è permanente. Gli scarti alimentari sono decisamente sopra la media, anche se siamo alla presenza di periodiche emergenze alimentari. La densità degli agricoltori per ettaro è elevatissima così com’è elevato il contributo di questo comparto al PIL. Precipitazioni e risorse idriche sono al di sotto della media. La popolazione è in forte crescita e le città si stanno sviluppando .

Mondo n°2: “ Biodiversità e potenzialità di sviluppo”: mais, frutta e  pollame  .  Si trova in posizione intermedia tra i poli della diseguaglianza e dello sviluppo ma decisamente nella parte superiore della mappa a più elevata biodiversità naturale. E’ formato da venti paesi prevalentemente presenti al centro-nord dell’America Latina per un totale di oltre 550 milioni di persone. Ne fa parte il dinamico Brasile ma anche alcuni paesi africani che si distaccano nettamente dai più poveri del loro stesso continente: sono il Sudafrica, il prospero Gabon e la vicina Namibia, ricca di risorse minerali. Di questo mondo fa parte anche Cuba che assicura livelli di sicurezza sanitaria e sociale tra i più elevati della sua area. E’ un cluster mediamente a bassa densità di popolazione, ancora relativamente poco urbanizzato e con una propensione maggiore della media per alimenti come mais, zucchero, frutta, manioca. Ha il primato assoluto degli scarti alimentari e supera, seppur di poco, i valori del primo mondo esaminato. A differenza del cluster precedente registra però un buon consumo di bovino, pollame e uova. Sono paesi nei quali le risorse idriche abbondano e la densità di agricoltori è inferiore alla media. Obesità e iperglicemie sono sopra la media mentre non lo sono i tumori. Il reddito procapite è comunque significativamente sotto la media. Il livello di sviluppo generale è in forte crescita da vent’anni e, rispetto al primo cluster, si caratterizza per un minor grado d’ineguaglianza.

Mondo n°3: “Tra petrolio e turismo”: zucchero , pollo, pesce . E’ il  mondo più piccolo con meno di 100 milioni di persone distribuiti in sedici Paesi. Si pone nella parte superiore della mappa ad alta biodiversità e tende a distaccarsi dai gruppi precedenti per avvicinarsi ai parametri nutrizionali tipici dei paesi economicamente più sviluppati. E’ formato da un insieme di paesi molto distanti tra di loro per collocazione geografica e situazione economica. Ritroviamo, infatti, paesi mediorientali con redditi procapite molto elevati come gli Emirati Arabi e il Kuwait assieme al ricco sultanato del Brunei. Tutti paesi in grado di sfruttare i vantaggi delle risorse petrolifere che possiedono. Troviamo però anche altri paesi dell’Asia come la Malesia, le Maldive, le Mauritius e la polinesiana Samoa assieme a molti Paesi caraibici e dell’America centrale caratterizzati da redditi bassi ma notevoli bellezze naturali e legami intensi con i Paesi dell’occidente più sviluppato. La dieta alimentare dà a questo mondo il primato dell’obesità e si compone in misura superiore alla media di zucchero, pesce, pollame, montone, olio di palma, burro, mentre sotto la media troviamo il mais e i suini e bovini. Ha il primato delle risorse idriche disponibili ma il contributo dell’agricoltura non è elevato ed eccelle nell’uso di pesticidi e fertilizzanti. Le emissioni medie di Co2 sono ai massimi livelli, fortemente concentrate nei paesi produttori di petrolio. La biodiversità agricolturale è al disotto della media e si è alla presenza del più alto valore rispetto al dato medio di coltivazioni di mais per usi non alimentari umani . La concentrazione della popolazione nelle aree urbane (anche se con problemi di sicurezza) e internet risultano sopra la media.

Mondo n°4: “Biodiversità, ineguaglianza e crescita”: riso, pesce e suini  . Si pone nella parte ad alta biodiversità naturale ma ancora vicino al polo della diseguaglianza sociale. Raggruppa 15 Paesi prevalentemente concentrati nel sud-est asiatico ma anche il Madagascar. Vi si riconoscono quindici nazioni con circa 2 miliardi di persone. Il colosso indiano è al centro di questo mondo che manifesta una dieta prevalentemente a base di riso e vegetali e appare caratterizzato da una particolare relazione con l’acqua e i fenomeni naturali tipici delle aree monsoniche. Territori con un’alta biodiversità naturale e popoli a elevata densità di agricoltori sono coinvolti da processi di urbanizzazione ancora in fase di sviluppo, anche se sono già presenti megalopoli evolute come Mumbai. E’ un mondo ancora caratterizzato da un significativo indice d’ineguaglianza sociale e da aspettative di vita sana inferiori alla media. E’ il mondo che sta cambiando più intensamente sia per PIL (cresciuto in misura più elevata negli ultimi vent’anni) che per indice di sviluppo umano e, sul piano alimentare registra sviluppi elevati dei consumi di pollame, pesce, vegetali e olio di palma. Molto forte è la crescita del mais a uso non alimentare umano. L’alto livello di biodiversità si correla all’abbondanza di precipitazioni annue, il contributo dell’agricoltura al PIL è più elevato della media, l’uso di fertilizzanti è intenso mentre i pesticidi risultano poco impiegati.

Mondo n°5: “Varietà di consumi e sviluppo economico”:vino, burro , latte , grassi, suini . Posto nel polo estremo destro dell’asse dello sviluppo, è il cluster in cui troviamo l’occidente post industriale. Contiene quarantasette paesi per oltre 2,7 miliardi di persone. Ne fanno parte i cittadini del continente europeo e  degli USA . Gli indici di sviluppo umano, di reddito, internet e di popolazione urbana sono i più elevati. Un mondo con una particolare vocazione per il vino e prodotti che derivano dai suini e dai bovini. Emerge un sistema nutrizionale ad alta diversità agricolturale e alimentare. Al suo centro si trova l’Italia e al consumo di suini e bovini si accompagnano latte , grassi, burro e birra in misura superiore alla media. Si tratta di un’abbondanza di calorie correlata però anche ai più alti tassi di tumori, colesterolo e inquinamento atmosferico. Sino a poco tempo fa, ad eccezione di Australia, Giappone e Corea del sud, era quasi esclusivamente identificato con l’area occidentale. Adesso però le più antiche economie industrializzate si ritrovano a fare i conti con la Cina che, pur avendo una posizione quasi a cavallo tra questo mondo e quello che ha al centro il Brasile, è ormai decisamente entrata nella tavola nutrizionale imbandita dall’occidente. Il rapido sviluppo delle sue infrastrutture garantito da una particolare relazione tra mercato e programmazione ha innalzato i livelli di vita medi e la qualità dei sistemi nutrizionali. Le agricolture di questo mondo sono ad alta varietà colturale e ricorrono ai fertilizzanti in misura superiore alla media. Elevato è il mais e semioleosi ad usi non alimentari umani mentre il livello medio di scarti alimentari rilevati è il più basso.

Mondo n°6 : “Scarsità d’acqua”: frumento, ovini e vegetali. Posto nel polo inferiore della biodiversità e in posizione intermedia per livello di sviluppo, troviamo ventidue paesi e circa mezzo miliardo di persone. Molto rappresentati sono i paesi dell’Africa settentrionale. Questo mondo ingloba però anche paesi come la Mongolia, la Georgia e l’Azerbaijan. Il frumento abbinato ai vegetali è al centro di una dieta relativamente poco varia in cui la carne proviene prevalentemente dagli ovini e quasi mai dai suini. L’apporto calorico dell’olio di palma registra la massima crescita negli ultimi vent’anni  per uso alimentare umano e non. E’ il mondo con le più basse biodiversità ambientali e alimentari alle quali fa da contrappeso una certa varietà agrocolturale. Non è esente da obesità e iperglicemia. La vera carenza è rappresentata dalle risorse idriche che scarseggiano anche in termini di precipitazioni annue. Anche per l’estrema aridità di suoli spesso desertici, la densità della popolazione agricola è ai minimi livelli mentre le forme istituzionali garantiscono livelli di sviluppo umano e di aspettativa di vita in media con l’insieme del pianeta. Significativo è l’incremento del PIL registrato nell’ultimo ventennio. Da rilevare il forte abbinamento tra i caratteri geofisici di questo modo e la scelta religiosa musulmana che connota la stragrande maggioranza delle sue popolazioni.

I dati disponibili nelle fonti ufficiali ci hanno permesso di costruire questo scenario. Molte variabili  sono ancora da considerare e altri importanti fenomeni non vengono rilevati dagli organismi internazionali.  Agli esperti delle singole discipline spetta ora il compito di individuarli approfondendo l’analisi e mettendo in luce i trend che stanno trasformando rapidamente questi mondi .

Carlo Alberto Rinolfi
(*) Presidente, Mondohonline

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Informazioni su Daniela Mainardi

medico vivo e lavoro a Milano
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