Ospedale su misura

Un ospedale a misura di persona:  vacanze terapeutiche e simpatiche in Valtellina di Sara Nannini (*)

sara nannini

Sara Nannini

Sono una persona con tetraplegia incompleta da 5 anni e sono stata ricoverata per tre volte all’ospedale  Morelli di Sondalo per riabilitazione ed esami.  Precedentemente ero stata ricoverata presso altre strutture ma solo qui mi sono sentita accolta e presa in carico nel reparto di Recupero e Riabilitazione Funzionale. Ho una storia clinica lunga quanto la mia vita e di ospedali ne ho girati in Italia ed all’estero, ma in Italia mai avevo trovato un ospedale come quello di Sondalo.

Quando  sono stata accolta la prima volta ricordo che mi era stato detto che per loro la persona è al centro, ma non ci credevo, dato che venivo da una pessima esperienza in un centro di riabilitazione dove al centro c’erano non solo i conti ma i tornaconti della struttura privata convenzionata.

Direi che ci sono alcuni ingredienti tipici dell’Ospedale di Sondalo che lo rendono unico:

Il primo è la passione: medici, personale paramedico, fisioterapisti e ausiliari lavorano con energia. I tre medici presenti nel “mio” reparto lavorano con tutta la loro forza, non si risparmiano in nessuna fatica pur di arrivare al traguardo, e così tutto il resto del personale, che lascia a casa i propri problemi e si concentra solo sui pazienti.  Questo permette di vedere un trattamento umano nei confronti dei pazienti, soprattutto in coloro che non sono più totalmente presenti mentalmente ma che sono ancor più bisognosi di cure e tenerezza.

Insieme alla passione c’è un’alta professionalità: i medici studiano i casi più complessi e grazie alla loro competenza alta riescono a fare diagnosi e monitorare quadri clinici difficili. Tutto questo mi permetto di affermarlo avendo ascoltato le storie di tante persone ricoverate con me. Il personale paramedico dimostra costantemente la propria professionalità nelle tante prestazioni necessarie ai pazienti: sanno unire raggiungimento dell’obiettivo con rispetto della persona, mai ti fanno sentire di essere solo un corpo , ma sempre un soggetto titolare di dignità. Così i fisioterapisti li vedo capaci di studiare e modificare i piani riabilitativi a seconda del paziente e della sua condizione che si modifica di giorno in giorno.

Il terzo ingrediente è l’impegno che porta con sé la pazienza.  I pazienti che giungono nel reparto di Riabilitazione hanno quadri clinici spesso molto complessi e non risolvibili in pochi giorni. Tu paziente vorresti essere subito in piedi, ma quando hai al tuo fianco professionisti che ti fanno gustare e capire ogni piccolo traguardo allora rallenti anche tu e vai al ritmo del tuo corpo.

Questo ultimo elemento sembrerà un po’ strano ma è essenziale per ricoveri faticosi ed è l’allegria. Specie il personale paramedico e i fisioterapisti ti accolgono sempre con il sorriso e appena sanno che con te si può scherzare, l’allegria aumenta. Tutto questo aiuta a dimenticare per qualche momento la propria malattia e gli esami fastidiosi da sopportare.

pazienteSaper lavorare con passione, professionalità, impegno e allegria non è da tutti: nel nostro reparto non ci sono musi lunghi perché se tu paziente vieni aiutato, a tua volta trovi l’energia per accogliere il nuovo paziente, puoi imparare dagli altri com’è la tua patologia o l’esame che ti faranno, c’è dunque un continuo mutuo soccorso che giunge non solo dagli operatori ma anche dagli altri pazienti. Inoltre si generano due tipi di apprendimenti: uno è latente, nell’ascoltare le storie degli altri apprendi quello che potrà arrivare anche a te e se gli altri pazienti sono più grandi ti “introducono” senza traumi proprio perché anche loro hanno già digerito le fatiche che quella patologia comporta. Inoltre c’è un’altra forma di apprendimento che invece diviene esplicito e cooperativo: quando si può gli altri pazienti diventano i tuoi insegnanti a riguardo di alcuni aspetti della patologia. Ad esempio quest’anno io dovevo imparare ad usare bene la mia carrozzina e sono stata allenata da un ragazzo che la usava da più tempo.

ospedali Morelli Sondalo

Ospedale Morelli Sondalo

Sondalo riceve da me i migliori complimenti per la capacità di trattare i pazienti come persone e la mia speranza è che altri ospedali imparino a lavorare nella stessa modalità per restituire salute (quando è possibile) e dignità a chi è malato.

OSPEDALE E. MORELLI CENTRALINO-Via  Ausonio Zubiani, 3323035 SONDALO (SO) tel.: 0342808111

(*)  Scienze dell’Educazione, Mondohonline

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Informazioni su Daniela Mainardi

medico vivo e lavoro a Milano
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Una risposta a Ospedale su misura

  1. laura ha detto:

    Oh!!! sembra il mondo dei sogni invece dovrebbe essere la normalità.
    Non rassegnamoci al servizio di altissima qualità scientifica ma con operatori stressatissimi che non possono permettersi la pazienza che ci vuole.

    All’ospedale di Riccone, dove ho seguito una persona, nei corridoi era scritto qualcosa tipo “…la cortesia è l’inizio della cura….” e dovremmo cercare anche noi di pretendere dagli operatori e dai loro superiori che questi TORNINO VALORI ESSENZIALI. bella testimonanza!

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