Telecurarsi senza parlare

Telemedicina Silenziosa  :  come comunicare col  medico a distanza senza usare le paroledi Laura Magnani (*)

telemedicoLe prime esperienze di comunicazione sanitaria  a distanza risalgono al 1971 con i tentativi di trasferire dati, tramite sistemi satellitari, per le persone che vivevano in zone difficilmente accessibili nei mesi invernali nel  Canada e in Alaska.

Sempre di quegli anni sono le prime esperienze di  trasmissione dati di  rilevazione cardiaca  in Italia (Bologna), oggi comunemente utilizzate in tutti gli ospedali che non hanno un servizio di cardiologia interno.

La digitalizzazione avanza nel lavoro ospedaliero come in tutti i campi, come testimonia l’articolo del Corriere della Sera:  “Nell’ospedale  digitale si guadagna tempo e  si recupera umanità” (26.5.2013). Il medico raccoglie i dati automaticamente con un “giro virtuale” e successivamente incontra il malato (Fondazione Istituto Tumori (MI), Ospedali di Ferrara, Vimercate e Meyer (FI)). Per fortuna la tecnologia ci aiuta a compensare i tagli di spesa sanitaria, oramai a quanto pare sempre più pressanti.

E’ di circa un anno fa il software grazie al quale è ora possibile, tramite un semplice smart phone  dotato di accelerometro, testare le capacità di movimento degli anziani e diagnosticare precocemente il Morbo di Parkinson evitando cadute invalidanti[1]. Come sempre sono gli Statunitensi i migliori sperimentatori in questo campo, e sono comuni esperienze come la cura a distanza di problemi del linguaggio con supporto informatico[2].

In questo scenario di ricerca iniziano anche a comparire sul “mercato” applicazioni ed apparecchi che aiutano anche a sopperire alla mancanza di alcune funzioni di cui comunemente l’essere umano è dotato: oramai siamo abituati a conoscere l’impatto positivo del computer nella vita di persone con disabilità di movimento, meno noti ma da tempo utilizzati sono gli ausili per ipovedenti, dai lettori automatici di test ai digitali (“Tommaso”[3] – sezione ipovedenti della biblioteca” Valvassori Peroni di Milano) alle  tavolette ad aghi che permettono  di utilizzare i software  informatici di disegno con l’ausilio del solo tatto.

Finalmente!! Ma non finisce qui, per fortuna.

Tre giovani ingegneri americani( Dougherty, Hsiao, Zoeller) hanno infatti messo a punto un software, Verbal Care[4] attualmente distribuito gratuitamente, che permette alle persone che non possono comunicare a voce i loro problemi sanitari, di segnalare ogni condizione, tramite grandi tasti che sono facilmente leggibili anche da ipovedenti e che guidano nella segnalazione delle questioni più  importanti.

verbal care

verbal care

Ovviamente la sperimentazione è stata fatta presso una struttura americana, il Massachusetts General Hospital, e probabilmente in un futuro questa applicazione, appositamente potenziata, potrà diventare uno strumento per gli ospedali stessi, nella speranza di velocizzare la raccolta di dati e, come al solito, diminuire la necessità di personale.

Inevitabile pensarne le potenzialità, ad esempio nella cura a domicilio, ancora difficile da implementare in Italia, ma che in Francia ad esempio è comunemente in uso, grazie ad operatori sanitari, anche liberi professionisti, e che di fatto determina un forte risparmio di spese di alloggio/catering e una migliore qualità di vita per il paziente.

Insomma, lo stimolo è il risparmio di personale, ma una volta tanto anche questo obiettivo pare portare a qualche esito positivo.

Come sempre,” Necessità che creano nuove Soluzioni”  : MondoHonline !

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(*) Laura Magnani, Architetto, Mondohonline

Altre  fonti:

articolo1, articolo 2, progetto di ricerca , dipartimento Università Bologna


[1] rif.   Luca Palmerini , Lorenzo Chiari, Sabato Mellone, Università di Bologna, in corso il test su centinaia di pazienti incluso nelprogetto europeo Farseeing” 

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Informazioni su Daniela Mainardi

medico vivo e lavoro a Milano
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