I sogni son desideri

Eleonora Zollo

Eleonora Zollo

Oggi voglio farvi leggere uno dei miei testi letti durante lo spettacolo “I sogni son desideri”…

La Bella e la Bestia – di Eleonora Zollo (*)

“Imparare ad amare e a farsi amare”…ecco cos’avrebbe dovuto fare il bellissimo, ma crudele principe dopo essere stato trasformato in un’orrenda bestia, per rompere l’incantesimo. Detto così, sembra un gioco da ragazzi. Sarebbe bastato diventare più buono e gentile e una dolce e bella donzella si sarebbe innamorata di lui, facendogli riacquisire sembianze umane. E’ vero anche che la fata in questione non si era limitata a cavargli un incisivo, a deviargli il setto nasale, o a provocargli l’alito della morte (butti giù una mentina e tutto passa), l’aveva ricoperto di peli, gli aveva fatto crescere unghie e zanne… e gli aveva levato pure il nome…sai che crisi d’identità?? L’aveva reso inavvicinabile… Anche alla donna più disperata…o più misericordiosa…forse anche io, nonostante il mio spirito da crocerossina, questa volta avrei ceduto il posto a qualcun’altra…

Da quel momento in poi, non credete che la Bestia avrebbe avuto giusto un filino di sfiducia nelle proprie capacità di conquista? Beh io credo di sì… Ecco perché si ritirò nel suo mondo, si allontanò da tutto e da tutti, guardingo nei confronti degli altri, arrabbiato ed incattivito con la sorte. Aveva perso ogni speranza e non credeva che sarebbe mai uscito da tale nefasta situazione, che qualcuno sarebbe nuovamente riuscito a guardalo negli occhi e a vedere quello che stava sotto quella palla di peli (nemmeno una ceretta sarebbe bastata!), che qualcuno sarebbe ancora riuscito a decifrare, nel suo solo sguardo, l’uomo che avrebbe potuto essere, se solo non l’avesse lui stesso imprigionato nelle segrete del suo cuore.  Era così geloso di quell’ala ovest…

Ognuno di noi ha un’ala ovest nascosta in un luogo remoto dentro di sé. La nasconde con arroganza per paura che qualcuno riesca ad intravedere il suo ritratto dietro ai graffi di quella tela che è la nostra esistenza. La nasconde per il timore che qualcuno riesca ad avvicinarsi troppo al suo vero essere che, come la rosa incantata nella fiaba de “La Bella e la Bestia”, perisce e appassisce se non riceve le giuste cure, il giusto affetto, con tutto l’amore che meriterebbe di ricevere. Sarebbe sufficiente liberarlo da quella campana di vetro che gli impedisce di respirare.

Beauty_and_the_Beast_pictures016Poi entra in scena Belle, ragazza dolce, innamorata dell’amore, dall’animo gentile, ma un po’ ribelle a modo suo. Non le importava niente di quel belloccio di Gaston, dai muscoli possenti e dagli stivali infangati. A lei non interessava sposarsi con lui, avere sei o sette bambini e massaggiargli i piedi sudaticci dopo una battuta di caccia. Lei voleva e aspettava qualcosa di diverso. Così pensò bene di andare a sperdersi da sola in mezzo ad una foresta buia e sinistra e di incappare in un castello diroccato, nel quale personalmente mi guarderei bene dall’andare a cercare riparo. Lei no, lei sfida il fato e ci entra. Peccato che la Bestia, di cui ormai abbiamo compreso benissimo lo stato psicofisico, non fosse particolarmente a suo agio nell’accogliere un estraneo, una ragazza poi! Da vero gentiluomo la rinchiude nelle prigioni, ma lascia andare il povero vecchio padre di Belle. Ok, ci aveva visto lungo, ma decisamente aveva sbagliato approccio… E guai a lei, se fosse entrata nell’ala ovest…

Che cosa cerco di dirvi? Che non è automatico innamorarsi della diversità. Quando Belle vide la Bestia per la prima volta, di certo non si fece mille filmini nella testa del loro primo bacio, del giorno del matrimonio, dei due o tre bambini intelligenti, biondi, con gli occhi azzurri che avrebbero avuto insieme.  Non è automatico nemmeno farsi amare per chi è diverso. Come ho già detto, la Bestia aveva perso ogni speranza. Come avrebbe fatto una bella fanciulla come lei ad interessarsi proprio a lui?  Eppure chi lo sa come si evolsero le cose…forse la convivenza forzata, o forse perché nel bel mezzo di una foresta, dalla quale non si poteva scappare senza essere prima sbranate da un branco di lupi, non c’era proprio nient’altro (dai…vai mica ad innamorarti di un orologio parlante?!)… O forse invece impararono semplicemente a conoscersi e ad accettarsi. Lui tolse quella maschera di crudeltà con la quale si era sempre difeso da tutti e lei, finalmente, poté riconoscere nei suoi occhi, la gentilezza del suo cuore, innamorandosene.

Un verso di una canzone dice così: ”Quel che non si può neanche immaginar, è una realtà che succede già, e spaventa un po’…”. Sì è vero, spaventa. Ma se si allentano un po’ i freni della razionalità e ci si concede di guardare, anziché vedere, e di aprirsi, anziché nascondersi… Allora niente è più impossibile…

***

(*)  Area supporto psicologico Mondohonline

Annunci

Informazioni su Daniela Mainardi

medico vivo e lavoro a Milano
Questa voce è stata pubblicata in salute e riabilitazione, Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Una risposta a I sogni son desideri

  1. laura ha detto:

    Niente di più vero, di tanto faticoso ma decisamente appagante: e sono rapporti eterni e soliti come l’acciaio.
    Buon lavoro a tutti……diversi più che esserlo, ci si sente quindi, facciamo tesoro di questa lezione.
    ciao!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...