C40: summit dei sindaci

C40 Cities: l’Africa ospita il Summit dei Sindaci delle città metropolitane– di Franca Castellini Bendoni (*)

johannesburg-nam-phi(1)Nei giorni scorsi a Johannesburg si sono incontrati i  sindaci delle città-metropoli  più importanti del mondo, per discutere di cambiamenti climatici e di azioni per limitarne l’impatto e gli effetti sulla qualità della vita urbana, fra cui anche interventi per un’agricoltura urbana sostenibile, in grado di  assicurare alle grandi città del futuro il miglior benessere in condizioni di equilibrio ambientale. Per l’Italia erano presenti i sindaci di Roma (megacity), Milano (città innovatrice) e Venezia (città osservatrice).

Cos’è il Cities Climate Leadership Group, meglio conosciuto come C40

E’ una rete delle città-metropoli, nata una decina di anni fa per iniziativa dell’allora sindaco di New York Michael Bloomberg, che hanno sottoscritto l’impegno per la riduzione delle emissioni di gas: proprio queste sono una delle cause dei cambiamenti climatici che – a cascata – influenzano e sempre di più influenzeranno gli aspetti vitali delle società urbane, l’ambiente e le risorse, la catena alimentare, la gestione di acque e rifiuti. E’ dunque un forum internazionale per stimolare la collaborazione fra le città del mondo, per condividere conoscenze ed esperienze, per progettare ed avviare azioni concrete, misurabili e sostenibili nella gestione dei cambiamenti climatici.

Nel corso del summit di Johannesburg, il quinto biennale, è stato reso pubblico  lo ‘stato dell’arte’ delle azioni intraprese nelle metropoli in rete, nella consapevolezza che quello che accade nelle metropoli C40 riveste importanza per il mondo intero e che perciò le best practices è la volontà, si può lavorare con efficacia per migliorare la resilienza dei centri urbani.

C40 1Il rapporto CAM 2.0 (Climate action in megacities 2.0 (1) presentato al summit è il frutto di un’indagine condotta sulle 63 città del gruppo C40 due anni dopo la prima ricerca del 2011 per monitorare l’andamento delle iniziative intraprese: dai dati emerge immediatamente una tendenza molto forte verso l’avvio di azioni concrete ed incisive, con un impatto tanto maggiore quanto più solido è il potere del sindaco che le ha promosse. Ma anche dove l’equilibrio politico è meno significativo, lo sforzo d’innovazione è tangibile.

Rispetto al 2011 le azioni intraprese dalle municipalità delle C40 sono più che raddoppiate, arrivando a superare, globalmente, gli 8.000 interventi. Le aree di indagine sono sette:

  • Trasporti
  • Efficienza energetica
  • Risorse energetiche
  • Acqua
  • Gestione rifiuti
  • Sviluppi economico-finanziari
  • Comunità sostenibili: all’interno di questa area è stato studiato in particolare l’aspetto agricoltura-alimentazione.

Alcuni esempi di intervento:

mobilità urbana: l’azione più incisiva per la riduzione delle emissioni e l’aumento della mobilità urbana è stata la promozione dell’uso delle  biciclette. Nel 2011 solo 6 città avevano programmi di bike-sharing, nel 2013 sono più di 36 le città che hanno seguito l’esempio di Parigi, e l’80% delle C40  ha attivato reti di  piste ciclabili.

illuminazione: nel 2011 solo 20 città avevano introdotto l’illuminazione pubblica a LED, ottenendo la riduzione del 60% del consumo di energia rispetto all’illuminazione tradizionale, nel 2013 più del 90% delle città hanno dichiarato di aver avviato iniziative per la riduzione delle emissioni luminose e 52 città sono passate all’illuminazione a LED.

Altri esempi arrivano anche dai paesi emergenti: nel trasporto pubblico in Sudamerica già nel 2011 tutte le città aderenti al C40 avevano programmi di Bus Rapid Transit (BRT- sistemi di trasporto veloce per grandi numeri di passeggeri) che nel tempo hanno continuato a crescere. Il sindaco di Rio ad esempio ha dichiarato che nel 2016 sarà attiva la quarta linea di BRT portando così i volumi di transito di massa cittadino dal 18 al 63%.

Lo schema che segue riassume gli interventi delle metropoli C40 oggetto dell’indagine nelle sette aree definite:

Distribuzione delle azioni intraprese nelle città per settore e per regione:

C40 2Note:

  • Le azioni intraprese nei settori rifiuti, adattamenti, edifici sono molto diverse da regione a regione, mentre gli altri settori mostrano un buon livello di conformità tra regioni
  • Nelle città del sud-est asiatico, il 32% di interventi sul clima avviene nel settore edifici, che appare il settore sul quale si sono maggiormente concentrati gli interventi anche nelle altre regioni
  • Le città in Africa, Asia sud-ovest mostrano una percentuale più elevata di interventi nel settore rifiuti
  • Le città più attive nelle azioni di adattamento sono in Africa, Oceania e Asia sud-est
  • Gli interventi su traffico privato e trasporto pubblico costituiscono il 23% di tutte le azioni intraprese dalle città dell’America Latina, globalmente la percentuale più alta
  • L’Europa mostra la percentuale più elevata nell’ICT (Information and Communication Technology)

Poiché Mondohonline segue con interesse gli aspetti legati ad ambiente e nutrizione, con particolare attenzione al metabolismo urbano, si riportano alcune notizie dei dati e delle azioni intraprese in questo specifico settore dal  gruppo delle città C40 così come emersi dalla ricerca.

Uso della terra e ambiente – food e agricoltura

Sono state monitorate le iniziative atte a facilitare l’agricoltura urbana, ad aumentare gli spazi verdi e aperti ed a salvaguardarne l’integrità, a preservare e migliorare la biodiversità e i beni naturali. E ancora: interventi per incoraggiare un’agricoltura sostenibile e per l’uso di spazi cittadini a fini agricoli. Ecco i dati specifici relativi a food e agricoltura:

Le città C40 di fronte all’impatto dei cambiamenti climatici sul food:

C40 3Nota:

Quasi la metà delle città che hanno risposto sono orientate ad aumentare il volume degli alimenti prodotti localmente, oppure a ridurre le emissioni collegate al trasporto di alimenti. Il 30% circa delle città C40 hanno fissato degli obiettivi per migliorare la resilienza della propria catena di rifornimenti o per incrementare l’autosufficienza: entrambe le tipologie di intervento offrono opportunità di crescita futura.

Le città più ricche sono meno autosufficienti:

% di produzione food a confronto con l’uso di prodotti locali

C40 4Note:

  • Le città con PIL pro capite più alto tendono ad avere minor terreno per la produzione agricola, quindi dipendono in larga misura da importazioni
  • Circa il 9% di terreno urbano è destinato alla produzione food, la percentuale aumenta nelle città del sud-est asiatico e in Oceania, dove la percentuale è del 29%
  • In media, solo il 2% dei prodotti alimentari consumati nelle città C40  è prodotto nel territorio urbano. La percentuale sale nelle città africane, dove l’8% degli alimenti consumati proviene dall’interno della città.

Per incrementare l’agricoltura urbana, viene considerato vitale il supporto agli agricoltori. Queste le iniziative food considerate nell’ottica di una ulteriore espansione nell’ambito cittadino, a confronto con lo stato attuale di implementazione:

C40 5Note:

  • Lo sviluppo di giardini di comunità o orti urbani risulta l’azione maggiormente citata fra i progetti di espansione futura
  • Gran parte delle città C40 prevedono di continuare ad  aumentare i farmers’ markets e ad incentivare pratiche agricole sostenibili
  • Meno della metà delle città ritiene che  giardini pensili o produzione urbana di food diventino prevalenti in futuro.

Biodiversità e aree verdi

Molti sono gli interventi che diverse metropoli, in vari paesi, hanno progettato per tutelare la biodiversità dei propri territori ed assicurare ai propri cittadini un ambiente più ‘amico’: Giacarta ad esempio pianterà ogni anno 50.000 nuovi alberi, Changwon prevede di piantarne 10 milioni entro il 2020 e 3 milioni sono stati già messi a dimora nel 2011, anche San Paolo ha già superato in quattro anni il milione di alberi piantati.

Seul invece ha rilasciato nell’ambiente 6.000 lucciole e oltre 130.000 anfibi e rettili a protezione della sua biodiversità, mentre la ‘cintura verde’ di Toronto si estende per oltre 1.8 milioni di acri ed è costituita da un’area protetta permanente fatta di spazi verdi, terreni agricoli, foreste, zone umide, bacini, in attuazione dei provvedimenti emessi dal Governo dell’Ontario.

Nel 2008 il sindaco di Los Angeles ha lanciato il progetto Million Trees in partnership con diverse comunità, aziende e cittadini: al 2013 sono stati piantati oltre 400.000 nuovi alberi in tutta la città, senza utilizzare fondi del Comune. Austin ha attivato il piano Urban Forest per proteggere e sviluppare ulteriormente il patrimonio arboreo della città. Un’analisi costi-benefici ha calcolato che la Urban Forest si traduce ogni anno in milioni di dollari di benefici sociali, economici e ambientali per l’intera comunità ed aumenta la qualità di vita dei suoi residenti.

Secondo la World Health Organization – WHO ognuno di noi dovrebbe poter disporre di almeno 9 mq di spazio verde; nelle città gli spazi verdi hanno una diretta influenza sui livelli di calore urbano e sul rischio di temperature elevate. Tuttavia il 77% delle metropoli del gruppo C40 è ancora al di sotto della soglia minima raccomandata dalla WHO: molta strada resta da fare, ma sembra che le città leader del mondo siano intenzionate a percorrerla.

(*) Mondohonline

(1) C40 Cities Baseline and Opportunities, Vol. 2.0, February 2014, www.c40.org


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