nutrizione

 “ PROGETTO NUTRIRE IL MONDO – Milano “

Introduzione : 

  “Nutrire il Mondo” è il tema centrale dell’Expo universale di Milano, apre la possibilità alla città di caratterizzarsi a livello mondiale non solo come una metropoli internazionale della Moda e del Fashion, ma anche come “la metropoli europea che più di ogni altra sa svolgere un ruolo di eccellenza nello sviluppo di un equilibrato sistema di Nutrizione per il Mondo .”

  • Per un “nuovo sistema di nutrire” che vada oltre la pura valorizzazione delle eccellenze alimentari nazionali .

La valorizzazione e diffusione dell’esperienza agro alimentare italiana simbolicamente rappresentata dai piatti della cucina mediterranea più conosciuti a livello mondiale, è solo uno degli aspetti del contributo che Milano può offrire al mondo. Un contributo sicuramente apprezzato dai paesi più sviluppati che potranno così integrare e rappresentare le loro migliori esperienze alimentari.

La valorizzazione di questa prezioso patrimonio costituisce certamente la base essenziale per un approccio nutrizionale nella direzione di una più corretta alimentazione di qualità per i Paesi a reddito più elevato e può fornire l’occasione per l’esposizione e la diffusione delle eccellenze alimentari di carattere etnico dei Paesi che parteciperanno.

La natura Universale e irripetibile della manifestazione non può però rischiare di essere ridotta al rango di una delle sempre più numerose e qualificate iniziative internazionali sull’alimentazione anche se con un  dispiego di risorse straordinariamente significativo e un numero eccezionale di strutture e contributi internazionali.

  •  Guardare in viso i paradossi di una formidabile sfida per il nuovo millennio

L’obiettivo di tracciare da Milano “ una via universale di intervento sulla nutrizione del Mondo” non può che caratterizzarsi come un fatto unico – irripetibile e nel contempo innovativo ed efficace. Per farlo occorre inevitabilmente essere consapevoli della natura della sfida.

La sfida consiste nel concepire un modo totalmente nuovo di affrontare un problema che oggi vede circa 800 milioni di persone ridotte alla fame e due miliardi in stato di malnutrizione. Tutto ciò avviene mentre nei Paesi a più alto reddito si diffondono gravi patologie da sovra e cattiva alimentazione e si affacciano nuove povertà urbane alle prese con problemi di sussistenza.

Il primo paradosso è che si tratta di problemi di malnutrizione assai poco legati alla indisponibilità delle tecnologie o delle produzioni alimentari, anche nella loro versione qualitativamente più elevata.

Nei Paesi più sviluppati sono i problemi legati a stili di vita urbani e all’economia di sistemi produttivi concentrati e specializzati che rischiano di destrutturare nell’uomo contemporaneo il rapporto con il proprio corpo, l’agricoltura , l’ambiente e l’alimentazione. Una produzione agro alimentare e  tecnicamente evoluta è spesso in sovrapproduzione e vede così a rischio i propri livelli di redditività. Per questi Paesi il paradosso è costituito dal fatto che la gestione delle patologie conseguenti al sistema che genera cattiva nutrizione, consente elevate redditività a grandi comparti economici collaterali come quelli della salute .

Per molti Paesi non ancora raggiunti da un significativo sviluppo industriale , sottoalimentazione e malnutrizione si accompagnano spesso a situazioni di grave instabilità che pregiudicano le sicurezze sociali e bloccano le forme di proprietà dei territori necessarie allo sviluppo delle economie rurali locali. Anche in questo caso è noto come la gestione delle patologie sociali locali spesso favorisca interessi istituzionalmente contrari alla soluzione del problema.

Laddove poi lo sviluppo industriale sta tumultuosamente arrivando, la periferizzazione metropolitana cancella antichi sistemi autonomi di sussistenza alimentare. Spesso il processo accresce povertà urbane senza alternative alimentari. Anche in questo caso i teorici dello sviluppo hanno da tempo evidenziato il paradosso del vantaggio comparato che ne deriva per i costi delle nascenti produzioni industriali.

La nutrizione del pianeta appare nel contempo conseguenza e causa della sua evoluzione e investe rapporti col territorio, sviluppo e uso delle risorse della terra e dell’uomo. Problematica da “Nuovo Millennio” che pare difficile da risolvere proprio per il suo carattere a un tempo locale e globale.

  •  Un pianeta dalle elevate potenzialità nutrizionali ma con gli handicap della malnutrizione

La via della possibile soluzione può venire se il fuoco dell’attenzione si concentra sulle due macro dinamiche che alimentano l’incapacità delle nazioni di generare uno sviluppo equilibrato sotto il profilo nutrizionale nonostante le elevate disponibilità tecniche e materiali. Sono le dinamiche degli:

Handicap da Inclusione da eccesso di consumi che generano sovra e malnutrizione che si sviluppano nell’ambito di sistemi agro alimentari urbanizzati e industrializzati.

Handicap da Esclusione che generano sottoalimentazione correlate alle vicende degli Stati, alle relazioni anche cruente tra popolazioni locali e ai loro stadi di sviluppo.

In entrambi i casi si tratta di veri e propri inabilità sistemiche del Pianeta che come tutti i problemi delle disabilità umane trovano soluzione nella rimozione delle barriere di accesso ai processi dell’integrazione orientati allo sviluppo dell’autonomia.

La soluzione sembra attenere dunque alla sfera dei grandiosi processi contemporanei dell’integrazione che valorizzino l’autonomia dei sottosistemi locali.

IL NOSTRO MANIFESTO

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